Giotti

  di MARIANNA ACCERBONI A Trieste, città letteraria per eccellenza, culla di Joyce e Bobi Bazlen, di Saba e Svevo, di Magris e Anita Pittoni...

 

di MARIANNA ACCERBONI

A Trieste, città letteraria per eccellenza, culla di Joyce e Bobi Bazlen, di Saba e Svevo, di Magris e Anita Pittoni, è uscita in questi giorni una nuova rivista letteraria, diretta da Francesco Cenetiempo nell'accurata veste grafica di Marco Trevisan, che porta in copertina la riproduzione di un'opera del pittore espressionista triestino Paolo Cervi Kervischer, dedicata a Virgilio Giotti (pseudonimo di Virgilio Schönbeck), pittore, poeta del dialetto e scrittore prevalentemente in lingua italiana del novecento triestino (1885-1957). Di fama nazionale, tant'è che nel '57, pochi mesi prima della morte, l'Accademia dei Lincei gli conferì il premio "Feltrinelli" per la poesia.

La rivista è un quadrimestrale e s'intitola appunto "Il Giotti", in riferimento al poeta dalla vena lirica profonda e trasparente come un fiume e dalla vita privata dolorosissima. Sposato a una nobile russa, Nina Schekotoff, conosciuta a Firenze, dove lei era venuta a completare gli studi in medicina, due dei loro figli morirono nella seconda guerra mondiale, andati a combattere volontari nel paese d'origine della madre, per congiungersi con il ramo materno della famiglia.

La favola triste del pittore-poeta poverissimo, scappato a Firenze prima della Grande Guerra per non entrare nell'esercito asburgico e unitosi alla nobildonna, poi decaduta durante la rivoluzione d'ottobre, trova dei momenti bellissimi nella rivista. Per esempio dove riporta - a firma di Cenetiempo - la visita del poeta Biagio Marin in una delle sue dimore fiorentine. Vi abitano la modestia e la felicità. Ma nella luce algida che illumina la casetta dalle persiane verdi, c'è quasi, come in un film, il presentimento della tragedia - la morte dei figli Paolo e Franco - che turberà profondamente la serenità del nido giottiano, destinato a proteggere la famiglia, cardine della vita del poeta. Non a caso infatti nel 1920 la Libreria Antica e Moderna di Saba aveva pubblicato i suoi versi e le prose in lingua del 1916-1919, con il titolo “Il mio cuore e la mia casa”.

Se il testo di Cenetiempo, arricchito di affascinanti immagini d'epoca, inedite come quasi tutti i testi pubblicati ora e in futuro dalla rivista, approfondisce il tema delle dimore vissute a Firenze e Trieste dal poeta, prime fra tutte la "casa alta", ex caserma di via La marmora, il testo di Rossana Esposito, docente all'Università di Napoli Federico II e italianista esperta in letteratura giuliana, è invece dedicato a soppesarne sottilmente i versi tra "sospensione e circolarità" della parola.Certamente, nell'attuale panorama di crisi, è molto coraggiosa un'iniziativa come questa, che vuole parlare di cultura ma anche di arte di confine, quest'ultimo inteso in rapporto con il resto d'Italia e con i paesi vicini.

Una rivista che sarà aperta a molti "sconfinamenti": non a caso infatti un capitolo notevole della prima edizione s'intitola - sotto la voce "Altre lingue" - "Colores", proponendo la traduzione in spagnolo, firmata da due grandi del settore come Ricardo H. Herrera e Mariano Pérez Carrasco, della raccolta "Colori", edita nel '41 da Parenti con le poesie composte tra il '28 e il '36, e nel '43, da Le tre Venezie, con l'opera completa dal 1909 al 1943.

In stretta attinenza con il concetto di casa è poi il contributo del filosofo Emiliano Bazzanella, che in "Poeticamente abita l'uomo, Essere, abitare e poetare in Martin Heidegger", esprime il proprio punto di vista sul ruolo d'influenza importantissimo che assume per un autore la propria abitazione.Ma ci sono, per il capitolo "Le riletture", anche una "passeggiata" del giornalista Mario Coloni nel rione dove sta la "casa alta" e in "Territori", un approfondimento di Francesco Piedimonte sul poeta e scrittore Sergio Miniussi, "L'uomo che amava la bora", accanto ad alcuni scritti di quest'ultimo.

Prossimo appuntamento in settembre per la seconda edizione, dedicata agli amici di Giotti, scelto come icona di chi ha saputo vivere francescanamente il male.


Src: https://www.ilpiccolo.it/cultura-e-spettacoli/il-giotti-sulle-orme-del-poeta-e76b3cxk

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